Divieto di turismo (universitario)
Migliaia di persone in Italia si rifiutano di visitare alcune fra le principali attrazioni turistiche della città in cui vivono. Non si tratta di un movimento di protesta, né di persone poco interessate a ciò che le circonda: sono gli studenti vittime delle superstizioni universitarie! Un recente posto di Alessandra Ciuciu sull’Università di Pavia ne racconta una peculiare:
“Come ogni Università, anche quella di Pavia, vanta diverse teorie di superstizione che si tramandano tra gli studenti, circa l’esito degli esami. Una di queste è legata ai cortili interni della sede centrale dell’Università. Si narra che, per raggiungere l’estremità opposta del cortile in cui ci si trova, uno studente dovrebbe percorrere il perimetro del cortile, anzichè intraprendere la via più breve attraversandolo diagonalmente, perchè ci si gioca la laurea!! Io non conosco nessuno che abbia sfidato la sorte.”
Questo ci ha fatto pensare: perché non chiedere ai nostri viaggiatori se esistono leggende simili in altri atenei? E ce ne sono, eccome se non ce ne sono! Le risposte sul nostro muro di Facebook sono state le più varie!
AlexSandro ad esempio ci ha segnalato uno dei più noti tabù dell’Università La Sapienza di Roma: proibito guardare negli occhi la statua della Minerva se volete laurearvi! Sarà valida la maledizione anche in foto? Speriamo di no!
Sonia ci racconta cosa impedisce agli studenti di Urbino di laurearsi: basta attraversare le catene d’entrata del Palazzo Ducale! A Perugia la maledizione riguarda stranamente una pasticceria austroungarica nella via principale del centro, come ci spiega Lucio. Se invece studiate alla Bocconi di Milano, l’imperativo categorico è quello di non passare nel mezzo tra le due colonne d’entrata, parola di Alex. Silvia, The Girl With The Suitcase, ha infranto ben due proibizioni quando studiava a Bologna, attraversare Piazza Maggiore sulla diagonale e salire sulla Torre degli Asinelli: fortunatamente le dicerie non si sono avverate! La testimonianza di Isabella ci riporta a Pavia: “Attraversato i cortili, andata alla Certosa prima della laurea, passata in mezzo alle torri, guardato la Minerva… ho fatto tutte queste cose a Pavia, e mi sono laureata tranquillamente!”. Anche Trento ha la sua superstizione, che Ciro lega alla visita al Duomo, una delle principali attrazioni della città.
Solitamente le superstizioni ricadono sui maggiori simboli di ogni città. A Pisa, ci indicano 100Days, è proprio la Torre pendente quella che ha accesso ristretto per gli universitari. A Torino invece è la Mole Antonelliana, ma attenzione: la Magnifica Barbara Oggero ci testimonia “col mio pezzo di carta vergata dal Magnifico Rettore che è una bufala!”.
Queste tradizioni si rimontano spesso a origini sconosciute. Quel che è certo è che ogni città ne ha una, e non solo in Italia! Girovagate ad esempio ci presenta il caso di Salamanca, dove c’è addirittura un rito al contrario: non ci si laurea se non si riesce a vedere una piccola rana su un teschio scolpito sulla facciata del palazzo dell’università!
Come vedete ce n’è veramente per tutti!! L’elenco è lungo, aiutateci a completarlo raccontando le leggende universitarie che conoscete! E soprattutto diteci.. Avete deciso di dar credito alle leggende e non rischiare, o preferite non rinunciare alle maggiori bellezze del nostro Paese? Noi non abbiamo alcun dubbio…




Molto bello questo post