minube stories: un chai a Pushkar

La prima volta che son capitata a Pushkar era nel 1989 (tantissimo tempo fa) e la cittadina non era poi così turistica come ora e per me era il primo viaggio all’estero e per giunta nella Grande India. L’emozione fu grande e faticai ad abituarmi a questa forte realtà. Ma ne valse la pena perché da allora son tornata laggiù 10 volte o più (ho perso il conto). Pushkar mi ha rubato l’anima e passavo ore a gironzolare per il paese. Surendra, il ragazzo che vende fiori vicino al Ghat principale, mi chiamò per darmi qualche fiore e offrirmi un chai e da li ogni mattina quando mi vedeva mi chiamava, ci bevevamo un chai, due chiacchiere e via. Ogni volta che son ritornata lui era li e la cosa si ripeteva. Tornavo in camera piena di ghirlande di fiori rossi, arancio,  gialli, bianchi. Non voleva essere pagato ma io che sapevo che era goloso di anacardi gliene compravo sempre un po’.

Pushkar è una ghirlanda di fiori, in cui si intrecciano le vite di chi si ferma in questa magica città, per qualche giorno o per una vita intera. A parlare qui sopra è Nara, una viaggiatrice innamorata dell’India. Grande fu la sorpresa quando, navigando in minube, si trovò di fronte una foto di Alessandra che ritraeva non solo i Tetti di Pushkar, ma proprio il suo caro amico Surendra!

Ma cosa ci faceva Alessandra in quell’angolo della città?

Non c’è niente di particolare in quel giorno in cui ho fatto la foto, eccetto per il fatto che come in molti altri posti in India si apprezza il sedersi da qualche parte con un chai nelle mani e guardare…. guardare ed osservare, proprio come fanno loro…. così quel giorno era uno dei tanti in cui col tuo tè in mano ti guardi attorno e ti verrebbe voglia di fare foto ovunque, comprese le scimmie, padrone dei tetti…

Quante volte ci sarà capitato di ripercorrere i passi di qualcuno che conosciamo senza saperlo? Quante volte lo sconosciuto seduto di fianco a noi nell’autobus sarà diventato importante nella nostra vita? Alcuni lo chiamano caos, altri destino.

Oggi Surendra è sposato e ha un bel bambino. Forse è proprio vero che la vita è una scatola di cioccolatini.. ma forse è una ghirlanda di fiori.

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2 risposte a “minube stories: un chai a Pushkar”

  1. alessandra agosto 15, 2012 4:56 pm #

    ….davvero commovente e sorprendente come la vita riservi sorprese dietro ogni angolo….
    ricordo ancora quel giorno che nara mi scrisse dicendomi che non poteva credere al fatto di aver ritrovato un amico a lei caro in una delle mie foto e a me semplicemente è venuta la pelle d’oca……:)

  2. Nara agosto 26, 2012 2:11 pm #

    C’est la vie,
    son queste le cose che mi riempiono di gioia, davvero una bella sorpresa….

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